«A cosa pensi quando corri?»

Ogni tanto qualcuno mi chiede a cosa penso mentre corro. Le persone che mi fanno questa domanda di solito non sanno cosa sia la corsa su lunga distanza. Comunque, ogni volta che me lo chiedono vi rifletto profondamente. Già, a cosa penso mentre corro? Se devo essere sincero, non me lo ricordo nemmeno io. (H. Murakami, L'arte di correre)

Qualche tempo fa parlavo con una persona che avevo conosciuto da pochi minuti.

Gira e rigira - cosa fai nella vita, cosa cambieresti nella tua vita, playlist che usi per pulire - vuoi proprio che non salti fuori che mi piace correre e che passo una parte abbastanza consistente del mio tempo libero correndo?

Arrivati a questo punto, la conversazione va più o meno così:

«Ma che tipo di corsa?»

«Lunga distanza, molto lunga distanza, tendenzialmente… Si parla di 2-3 ore sulle gambe, incrociando qualche runner a cui capita, di rado, di fare un cenno»

Di solito finisce (legittimamente), in questo modo:

«Wow, tu sei pazzo, io odio correre: fammi fare uno sport qualsiasi ma non correre»

«Ahahah eh vabbè» (:

Stavolta, però, la persona mi stupisce con un’uscita a sorpresa. Mi guarda sbalordita e mi dice:

«Cavolo, 2-3 ore sulle gambe, ma è un sacco di tempo per stare da solo: però chissà quanta musica potrai ascoltare…»

La verità è che non ascolto musica mentre corro - le motivazioni possono sembrare comiche, o da invasato: in breve, grottesche.

A questa risposta, l’incredulità è dipinta sull’intero volto della persona che pazientemente mi ascolta da 5 minuti buoni.

«Ma questo significa che passi con te stesso davvero una grande quantità di tempo. E a cosa si pensa in così tanto tempo che ti imponi volontariamente di passare solo?»

La domanda è semplice, ora ti rispondo. Ho una risposta pronta: poi ci penso, e più ci penso, più la domanda assume contorni abbastanza indecifrabili, vaghi. È una domanda che mi spiazza.

A cosa penso quando corro? In fondo, se non lo so io, chi lo deve sapere? Ci ho pensato per 15 secondi buoni, ho farfugliato qualcosa, ma non ho saputo rispondere.

«Ci devo pensare».

«Ahahah maccome? Vabbè» (:

Si torna a parlare del caro vita a Milano.

Nata per pensare dare ordine ai miei pensieri, A cosa penso quando corro? è diventata il mio spazio per parlare di corsa

Il luogo in cui parlare della mia passione: uno sport non facile da capire, non facile da comprendere per chi lo guarda da fuori, che cerco di raccontare nella maniera migliore possibile.

Gare, atleti, progressi, consigli, riflessioni legate alla corsa, alle volte un diario di bordo su quello che sperimento nei miei allenamenti: c’è tutto quello che amo e odio di questo sport.

Una newsletter nata di corsa, scritta piano piano, da leggere con calma: ogni domenica mattina nei vostri inbox.

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A cosa penso quando corro? è il mio racconto di uno sport difficile come la corsa su lunga distanza. Le gare, gli atleti, le riflessioni, gli allenamenti, la fatica. Una newsletter nata di corsa, scritta piano piano, da leggere con calma: ogni domenica.

People

Ho 27 anni, da tre lavoro come digital marketer, da quattro corro e da due scrivo una newsletter. Vivo tra Ravenna e Milano, (qualcuno dice che il mio elemento è la nebbia). Un chilometro alla volta, racconto la mia passione per il running